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Itinerario poetico di Calogero Di Giuseppe              


 

 

Calogero Di Giuseppe

(Testi poetici dal 1960 al 2006)

 

 

 

I T I N E R A R I O P O E T I C O

 

P o e M i e

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Copia non commerciabile, Pioltello, 19 Gennaio 2007

ITINERARIO POETICO

 

(1960- 2006)

 

 

P o e M ì e

 

 

Premessa

 

 

Itinerario poetico è il percorso espressivo e spirituale di un arco di tempo che ha inizio nell’adolescenza e finisce con la data dell’ultimo testo della raccolta. Il primo testo "Il Sasso",, è il frutto tipico di chi si accosta alla Poesia con animo sincero ed impreparato, culturalmente, per "capire i grandi" della letteratura poetica. Gli altri testi che si susseguono, in ordine cronologico, faciliteranno il lettore attento a capire lo stato d’animo, (di volta in volta, testo per testo ) con il quale sono stati scritti. È importante che il lettore intuisca il sentimento che essi esprimono e non la forma, l’appartenenza ad una scuola, o ad un gruppo di poeti, tanto per essere vicini, per opportunità, a chi gode di temporanea notorietà o fama.

La Poesia, quando è tale, non sempre si lascia imprigionare in recinti di forma, di tecnica o di stile o altro.Quanto sopra non vuol dire disprezzo per la metrica o per tutto quello che necessita per dare dignità letteraria ad un testo, che per comodità chiamiamo poetico. Se un testo ha la dignità di Poesia lo decide la sensibilità del lettore…e nessun altro. La Poesia per sua natura è indefinibile, quindi personale: propria…intima…spesso il lettore va oltre a ciò che ha scritto l’autore. Ecco perché itinerario poetico è l’arco di una vita, è l’essenza di un autore che ha dato la precedenza alla poesia del proprio Io piuttosto che alla retorica dei critici…anche quando ne hanno apprezzato l’operato con riconoscimenti ufficiali.

I testi sono tratti da 3 libri: L’ESPRESSIONE DELL’ANIMA, FRA LAMIERE AGUZZE e FRUTTI PER VOI PICCOLI. Che comunemente si definiscono editi. Altri sono stati pubblicati da riviste varie con una tiratura da un minimo di cinquemila ad oltre le quindicimila copie. Quest’ultime a buon diritto si possono definire edite come quelle inserite nelle antologie note e meno note.

Quanto sopra vuole essere soltanto una nota per facilitare il lettore e avvicinare "gli incerti" al mondo della poesia.

L’autore

 

 

 

 

Pioltello 2006

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CALOGERO DI GIUSEPPE

 

 

 

 

 

IL SASSO

(Premio internazionale per la poesia classica

PUBBLIO VIRGILIO MARONE, terzo classificato

Roma 30 Settembre 2005).

 

Seduto me ne stavo sopra un masso

ad ammirar le tacite pinete

ed a sentir del Brenta il cupo chiasso

nel mormorar le cose più segrete.

Scorsi non lungi un gran burrone alpino

e con la folle voglia di guardare

mi sporsi… e vidi un sasso lì vicino

lo presi per lasciarlo rotolare.

Ed ecco che pian piano, gira e gira…

su pietre sbatte, salta, sbalza e va…

un tronco schianta…forte si rigira,

e giù nel fondo tonfa e se ne sta.

Ad imitar quel sasso, il cuor mi batte

urtando tra le pene e tra gli affanni.

Dalla passata vita sopraffatte

son le speranze all’avvenir degli anni.

 

 

Luglio 1961 Fozza

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

 

ALLA MIA TERRA

 

 

 

Cullata dalle varcate acque dormi

o Trinacria antica…

e le tempeste sfidi

del mar che sotto ti fa dura leva.

Quanta potenza antica

ha il tuo superbo nome.

Ed or fragrante bellezza, rivince

umiliando gli angoli del mondo.

Al menzionar il tuo superbo nome

tremarono i forti

chinando la fronte,

e si trovarono schiavi del tuo io.

Ora della bellezza,

le pagine ti trovi (1)

e tra gli italici pianti l’orgoglio

rinnovi dando ai curiosi rovine.

 

 

  1. Ti trovi le pagine di storia e con orgoglio
  2. mostri i ruderi della tua potenza ai turisti (curiosi).

 

 

 

10 Dicembre 1961.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

 

SERENITA’ NOTTURNA

 

Or che la notte scende…è giorno altrove,

e qui la luna bionda e luminosa,

mi da l’attesa

serenità notturna.

Che silenzio!…che pace!…

Vedo brillar le stelle quietamente,

come in un sogno strano, tanto strano,

con lieta calma…

soavità gradita.

Che splendore!…che pace!…

Ed ecco, là, più in là dell’orizzonte

vedo la calma, fonte del pensiero…

mi immergo ancora

in cavità più nere.

al di là…nella pace

delle divine cose. Più non penso

terrene cose; scordo la fatica

del chiuso giorno;

e resto qui pensando

tra terra e ciel vagando.

 

18 Marzo 1961.

Calogero Di Giuseppe

 

LA FIAMMA

Ritorna la fiamma.

ancora di sera…

Quando nel cuore

struggente

vibra una voglia

d’affetto

nel tragico

deserto

di un mondo senza amor.

 

15 Luglio 1967 Milano

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

TENUE SPERANZA

 

 

Nessuno mi conosce

nemmeno i miei fratelli

neanche mio padre.

e mia madre!? Forse…

Ma un giorno quando il cielo

dirà che mi ha creduto

solo allora saprà chi sono

solo allora saprò chi sono.

 

3 Maggio 1967 Milano

 

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Calogero Di Giuseppe

 

STASI

 

Io… sono nato dove il tempo passa

stroncando ogni vigore…

là…dove la terra arde

al sorgere del sole.

Milano 9 Novembre 1967

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Calogero Di Giuseppe

 

VIVERE

 

 

Se vedi scorrere nello spazio

una meteora, con lo sguardo

non seguirne la scia:

potresti inciampare

nell’imbroglio della vita.

Febbraio 1968 Aeroporto Forlanini

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Calogero Di Giuseppe

 

 

IL TARLO

 

 

 

Barcollando

percorro questo infinito viale.

Non vi è per meta

che sottile speranza.

Ad ogni passo vorrei trovare

l’unico rimedio

per questo tarlo che mi rode dentro

e che fa di me un essere vuoto.

30 Luglio 1967 Milano

 

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Calogero Di Giuseppe

 

LA FELICITA’

Che gioia stasera

che vertigine grande…

mi freme nelle vene

il senso del tuo affetto.

Col cuore leggero leggero

mi sento in alto

su una vetta.

Ho folle voglia di cantare

non ho più voce in gola…

mi sento in alto

sulla vetta

che paura…che paura

che paura di precipitare.

9 Ottobre 1968 Aeroporto Forlanini

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

 

LA BROCCA ROTTA

La brocca è rotta…

si è sparso il contenuto

inzuppando i cocci

che nell’indifferente selciato

sono rimasti qua e là ...grondanti.

Ma io che mi sono dissetato

attingendo l’ideale,

tessendo il filo della vita,

inginocchiato li raccatterò

ad uno a uno

per ricomporla

in un minuzioso mosaico.

(?) 1969 Milano

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

 

QUANDO L’ANIMA PENSA

Quando l’anima pensa

e il cuore in tumulto

travaglia il corpo

si sente nel passato

la gioia vissuta.

e tu Bianca

col volto bruciato dal nostro sole

sorridi…sorridi sempre

e la nostra luce negli occhi

si fa molto più viva.

Povera…povera Bianca

quante volte le nostre mani

intrecciate in un unico calore

si sono fuse in un solo "io"

Ma ora dove sei?!…

dove sei Bianca!…

non trovo più le tue mani

non trovo più niente di te.

Ma per l’amore che ti porto

non venire più nella notte

non venire più…

I sogni sono fatti per i "forti"

non per me Bianca, non per me

perché il brusco risveglio del mattino

mi fa vibrare nel cuore

la vile voglia

di dormire…per sempre.

 

12 Dicembre 1969 Aeroporto Forlanini.

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

 

 

FRALAMIERE AGUZZE

(Inno alla poesia)

 

Nascere dal nulla

fragilissimo fiore

e trovarti nelle mie piccole mani

non è reale soltanto

ma miracolosamente vero.

Piccolo, tenue…fiore

nato nella giungla

e coltivato tra mucchi di lamiere…

saprò amarti e sfiorandoti

con le mani straziate

da lamiere aguzze

ti dirò eternamente t’a…

Non lascerò che la ruggine

arrossisca il gracile gambo

né coglierti farò

da mano alcuna.

 

 

 

 

 

22 Settembre 1979 Milano

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

 

 

 

LA PENNA IMPAZZITA

Oh cara, amata penna.

Quante cose scrivi

fissando il pensiero di chi ti stringe

fra nervose dita?

Quante volte racconti il dolore

quante volte la gioia

quante volte la vita

quante volte la morte?

"Vivi più di una sigaretta"

essa se ne va in fumo

mentre tu versi il tuo sangue

liberando il cuore

da incontenibili amarezze

da incontenibili gioie.

Da quello che scrivi

dipende la vita, la morte…

Perché il destino

si serve di te umilissima cosa?

Perché senza di te

siamo muti e sconosciuti?

Oh cara, amata penna…

certe volte giri invano

e somigli a l’ape

quando perde l’alveare e impazzisce

scrivendo nell’aria cose

che nessuno legge,

che nessuno sa,

solo l’impulso del cuore

potrà decifrare

la pazza, pazza corsa

nell’immensità.

 

8 Febbraio 1979 Aeroporto Forlanini

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

I CIPRESSI SANNO

 

 

Che credi…

che i cipressi ti dicano

del pianto che sanno?!…

Muti nella solitudine

chiudono il dolore altrui

nel proprio "io"

e in fila se ne stanno

lungo il cammino

di un riposo eterno.

 

13 Marzo 1972 Pioltello

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

RESURREZIONE

 

 

Nel tardo autunno

lasciò l’albero

una foglia.

Si credeva morta.

Una formica

caduta nello stagno

vi si appigliò;

insieme

raggiunsero la riva

6 Luglio 1973 Aeroporto Forlanini

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

PER NON ESSERE MORSO

Aiuto!…oggi ho ferito

ancora una volta.

Mordo per non essere morso.

Ma non azzanno nel sonno,

son cavaliere rusticano.

Quando vinco rimango sconfitto.

Aiuto!…non feriamoci… mai,

restiamo in guardia…fedeli

almeno come cani.

20 luglio 1974

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

TIMIDEZZA

 

 

Accarezza le foglie il tenue vento,

Giganteschi platani adornano il mio corpo…

E il mio sguardo vede luccicare

Le tremule foglie lontane:

Piccole scintille di luce.

Così, quando ti vedo apparire in fondo

A questo mio carissimo viale,

Un brivido di timida dolcezza

M’illumina…e anch’io tremo

E piango di gioia…ma dura poco.

Io non so parlare, ho il cuore da poeta;

Si chiude la gola e non respiro,

Mentre i tuoi occhi non s’accorgono

Che piango per te, e non sai… non sai

Che io…che io…

 

25 Maggio 1979

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

A N S I A

 

Ma che cos’è quest’ansia che mi turba?!…

Tenue dolore il petto mi comprime

Si da sentirmi male e di morire

Come pianta senz’acqua…lentamente

Sotto l’afa del sole.

Ma che cos’è quest’ansia che mi turba

Se non pensieri dedicati a te.

Ma che cos’è quest’ansia che mi brucia

Se non un desiderio…

Desiderio d’amore,

Della luce dei tuoi occhi bellissimi

Che nell’azzurro della fantasia

Mi illuminano…dolcissima fata

E mano nella mano

Felice mi conduci

Vagando…

Nel nulla d’una dolce immensità.

30 Ottobre 1979

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

IL GUERRIERO STANCO

 

"Io"…

Che credevo di ferire il mondo

Con la spada dell’ardore

D’una pura giovinezza…

Eccomi… a ripensare gli anni scorsi;

E fiamme bruciare vedo

Le ingiuste ramaglie della vita.

A metà strada,

Senz’arma per lottare

Sto a pensare…

E inquieto nel cuore un travaglio

Mi dice cammina…

Mentre l’estate tarda a venire.

Vigliacco io sono,

E sto a cantare come cicala…

E penso a dormire,,,

Guerriero stanco io sono.

Ferito.

Perché il male soffoca l’amore

E il cuore mi distrugge da poeta.

26 Giugno 1980

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

IN CERCA DELLA PRIMAVERA

Quando gli alberi

Foglie

Più non avranno…

Ti ricorderai di me.

Quando gli alberi

Abbandonati

Dalla verde vita

Ricorderanno mesti

Il ritorno della primavera

Ti ricorderai di me.

Quando gli alberi

Nudi

Come te…senza me

Saranno

Sentirai il vuoto

Stringerti il cuore

Come un albero isolato

Dalla fredda neve

Ti ricorderai di me..

E del calore che t’ho dato…

E come gli alberi,

Con i rami tronchi,

Verso il cielo

Tu tenderai

Le tue braccia vuote

Nell’infinito

In cerca di me.

 

15 Febbraio 1981.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

 

 

 

POESIA DI UNA VITA

(Epitaffio a Giorgio La Pira)

 

 

Nacque…

e dal fuoco di Trinacria

trasse le fiamme del volere.

Visse…

e del genio di Firenze

volle le scienze del sapere.

Morì…

e dell'amor si sparse

l'eco nel mondo

rievocando le parole e gli atti.

Poesia d'una vita

che fu

ed è

politica di un poeta.

 

 

 

 

11 Dicembre 1984

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

PIETÀ PER UN GIORNO

Fra giorni suoneranno le campane;

sono vestite a festa le colline…

la primavera giunge

sperando nella pace.

Almeno un giorno ci sarà di tregua…

e poseremo fucili e cannoni.

S'acquieterà il mio cuore

credendo nell'amore.

Fra giorni suoneranno le campane

voleranno colombe per il cielo

col ramo dell'ulivo,

le palme e qualche fiore.

Almeno un giorno ci sarà di pace

e brinderemo cantando canzoni

con in cuore l'armonia

che è nella primavera.

22 e 23 Marzo 1975.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

A Michele Pantaleone

 

LA SIEPE DELLA MORTE

( Ed accanto nasceranno dei fiori…

ed ogni fiore un morto)

Superbamente ti consumi al sole

e le tue coste cantano col vento

del mare azzurro, fragranti bellezze

color di paglia…il verde spicca vivo

negli orti cinti d'oleandri in fiore.

Salve Trinacria!…porto d'emigranti

uccelli, terra di leggende antiche

e di città che sparse come semi,

offrono al mondo vecchie civiltà.

Sei come nave al vento in mezzo al mare,

di zagara profuma la tua terra

che, fior di sposa, in petto sta a fanciulle

di veli cinte…brune come more.

Sei la mia terra e t'odio…T'odio e t'amo

d'un amore contorto come ulivo

che bracci tende nel bel cielo azzurro,

fra sterpi e pietre vive abbarbicato.

Cupi nel cielo cirri van volando,

come fan falchi sulla loro preda;

siepi d'alloro, mirto e oleandro

"spezzano gli orti", cingono poderi

dove in agguato il mostro sta spiando.

Cantan gli uccelli, fa l'eco lo sparo:

pallida "rosa" e petali di piombo.

Acre l'odore sento dalla siepe;

s'alzano cirri lentamente in cielo:

con l'anima del morto se ne vanno.

E due stivali van superbamente…

s'alza un berretto sulla fronte "matta".

Di fichi d'india son le siepi intorno,

spinose foglie…ed ogni foglia un morto;

s'alzano cirri lentamente in cielo

acre l'odore in alto se ne và.

 

(Ed accanto nasceranno dei fiori…

ed ogni fiore un morto).

22 e 23 Agosto 1976.

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

 

AZZURRO

 

Azzurro ero un giorno

e mi chiamavano mare.

Sulle mie spalle

galleggiavano canoe e barche

e sulle spiagge

gioivano vecchi e bambini.

Limpide acque avevo in grembo

e pesci di mille colori.

Soffocato dalle alghe

respiro appena…

e solitario il mio brontolio

si rompe con l'onda

nelle deserte spiagge.

 

Giugno 1989.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

 

AL DI LA’ DELLA SIEPE

 

 

Al di là della siepe la morte

Oh Giacomo mio…

Dell’ultima speranza io ti parlo

Trattengo il respiro…

E solo come Te sempre m’affanno

Chiedendo al pastore

E alla silenziosa luna bianca

Il perché delle cose.

Chi sono io?…e Tu chi eri?…

Chi sei che ancor vaghi intorno a noi

Microbi mortali?…

Questa penna dirti non sa

Del mio pensiero

E del fenomeno mortale

Della mafia

Che sotterra

La sicula onestà.

 

 

16 Febbraio 1995

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

B A S T A

 

 

Stramaledetto sia per sempre

Quel giudice che chiude un occhio.

All’ultimo cerchio dell’inferno

dovrebbe perennemente stare.

Stramaledetto sia ognuno

Che con lupara salda il conto

Spargendo sangue all’infinito

Cambiando ai siculi destino.

È stanco il mio cuore.

Straziato da sempre.

Avvilito

Umiliato…

E piangere invano

Più non sa.

 

 

14 Febbraio 1995

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

L’ECO NON E’

Se nella sera t’immergi

In mille vette di cielo

Con cirri d’oro nel vento

E senti il canto d’amore

Più volte piano svanire

E più forte tornare

L’eco non è…

È il mio grido

Come onda nel mare

Andare e venire

Morire e gioire

D’amore per te.

Se nella notte ti grida

La voce dolce e sottile

Con mille suoni gemendo

Più volte piano implorare

E più forte tornare

L’eco non è …

È il mio grido

Come onda nel mare

Andare e venire

Morire e gioire

Sperando di te

È una finestra

Il mio cuore.

Tu sei la rondine

Che fa primavera.

Pioltello 22 Novembre 1995

 

 

 

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

 

GAUDIUM MAGNUM

Cicloni e tempeste

cessarono…

e tacque il mare.

Posò la sabbia il vento…

Le dune ornarono il deserto.

Ombre d'0asi

pozzi d'acque chete

canto di pastori

prepararono il tramonto.

Un letto d'arena accolse il sole.

Infiniti colori

accolsero la sera.

Tutti gli uccelli cantarono La Notte.

Colorarono il cielo gli angeli

e nel blu spuntarono

comete e stelle.

Glaciale notte

e vitale silenzio.

Un bagliore immenso:

NELLA NOTTE SI POSO' LA LUCE.

Nacque Gesù

di Dio rosea carne.

E fu

ed è così

nei secoli.

Amen.

 

24 Dicembre 1996.

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

SMERIGLIO

 

 

Guarda questa pietra…

È dura

Come il sogno del poeta.

Ha i segni del tempo…

Dei millenni

Graffiti nell’umanità.

22 Febbraio 1997

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

VERONICA

Non aspettare che passi

Un altro Messia

Per lenire col panno

Il dolore di un volto

Di sangue impregnato.

Là nell’angolo c’è

C’è un uomo drogato

Un volto senza nome

Di dignità privato.

Col tuo panno dell’amore

Detergilo donna…

Tienilo in grembo

Che spiri sul calvario

Con un cuore sopra il cuore.

7 Aprile 1997

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

 

 

L’ARCA

 

Poesia

Arca salvatrice

Ove naufraghi

Noi ci appigliamo

Da sempre ai bordi

Senza mai salire

Lambiti da squali

E mai divorati.

20 Maggio 1997.

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

À N C O R A

 

È cariatide l’anima mia

Il tempio che porta

A Te dedicato,

Amore mio grande,

Perenne nei secoli

Va al di là dalla morte.

E Tu, fior dei fiori,

Luce, della luce

Dammi ancòra pace

Posa il tuo polline

Su quest’ultimo fiore…

Àncora d’amore.

 

12 e 13 Settembre 1997 Imbersago - Pioltello

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Calogero Di Giuseppe

 

 

LA SEQUOIA (1)

Appena nato

ho succhiato le radici.

Mi sono arrampicato

da bambino.

Sono giunto in cima

vecchio.

Ora tra le nubi

cerco Dio.

  1. Scritta e letta in un contro tra poeti presso l'editrice LASER in Milano
  2. ispirata durante la lettura della poetessa Caterina Parisi il 7 10 1998.

Milano 7 Ottobre 1998

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Calogero Di Giuseppe

 

L'URLO

Dove riposa il vento

quando tutto tace?…

Dove riposa il vento

quando d'amore e morte

tremanti noi viviamo?

Dove riposa il vento

dopo la tempesta

dopo lo scompiglio delle dune

dopo quel subbuglio metamorfico

dell'infocato deserto?

Sì. Io lo so…dopo la bufera

del caos alpino, il vento…

s'acquieta nel mio cuore

per scoprire ancora una volta

con una tremenda folata

e diffondere velocemente

il mio urlo invocante amore.

23 Gennaio 1999.

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Calogero Di Giuseppe

 

 

CLESSIDRA

 

 

Tu

sei la misura

del tempo…

Dalla vagina

l'ora zero

Col primo latte

l'inizio.

Scorre la sabbia

nell'unica

boccetta…

senza ritorno

o capovolgimento.

Con l'ultimo granello

il sorriso della morte.

 

11 Febbraio 1999

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

Ero diamante

Come ciottolo

in fondo al fiume

levigato dal tempo

privo delle remote

sfaccettature,

giovani e taglienti,

mi trovo a rotolare

con l'impeto del verso

a piangere e cantare

tra cascate assordanti

di chiacchiere e parole.

Si comprime e il cuore

ad ogni urto…

Un sussulto…un verso…

come poeta rifiuto di morire.

Ero diamante

ora son sasso

levigato…stralunato

dalle batoste

nella vita.

 

 

Pioltello, 19 10 1999.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

L’ACCENTO

E' tutto sul verbo Essere

Il mio discorso…il Tuo

Pensare che l'Essere

appena nato

comincia a morire:

l'accoglie un tumulto di cose

finite e infinite.

Aperte…

ad un mistero profondo

o alla luce fulgente.

 

 

E' tutto sul verbo Essere

Il mio discorso…e il Tuo?

Coniugando Io sono

vien fuori egli è.

 

Ma se togli l'accento

t'accorgi che noi (non) siamo

non possiamo avere, quindi…

 

Nulla eravamo

e niente siamo.

E' tutto sul verbo (non) Essere

Il nostro discorso

è l'Io che soccombe…

quel che rimane

l'accento

può prenderselo la Morte

perciò coniugazione tra il Nulla

l'Essere e l'Eterno.

1) L'uso frequente della vocale e è voluto.

Pioltello 25 11 1999.

 

 

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

CARBONIO

Al primigenio Caos

Si ribellò la terra

e… … … … … …

volle sfidare l'aria

chiudere il fuoco nei vulcani

Calamitare l'acqua

segnare il Nord…

al regno animale

vagare nello Spazio…

Così fecero pianeti e stelle.

Volle sorridere alla Notte

la bellissima luna.

Il sole tramutare i gas

in splendidi colori.

E tu Carbonio

fai di tutto

per ritornare al Caos.

 

 

 

 

 

Pioltello 20 Gennaio 2000.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

CARESTIA E PENSIONE (1

Quando il lamento della fame

dalle viscere sale fino alla nuca

e t'opprime il cervello, senza pensare,

afferri la mela acerba…e mordi

e t'accorgi che denti più non hai.

Solo l'anima ti rimane

pronta a volare…

e dai l'addio alle terrene cose

e l'invisibile fiamma ti divorasenza capire

capire

ìre

re

e

 

.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

1) Testo poetico verbo-visivo..

Pioltello 17 Aprile 2000

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

TRE PIANTE

Lascerò tre piante

germogli di Lei

che tanto ho amato.

Frutti desiderati

cullati nella serra

fra dolcissimi fiori.

Non avranno il mio nome (1

i loro germogli…

le loro foglie

avranno i colori del nonno…

 

non appassiranno mai.

Si adageranno sui fogli

d'un libro sognato.

 

  1. Cognome.

24 Ottobre 2000

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Calogero Di Giuseppe

 

 

C O B R A

Se la tua anima

fosse come il corpo

bellissima saresti…

e non avresti curaro

per farmi morire

lentamente…

Febbrile desiderio

d'amarti…immune

al tuo veleno

cobra della mia vita…

nutrita di cicuta.

 

5 Ottobre 2001

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

 

 

 

B R U T O

 

Bruto…anche tu?!…

Cade morta l'anima mia

quando l'amico mi ferisce…

Un dolore tremendo

l'afferra…la percuote

e vibrando e saltando

come coda di rettile

tagliata e impazzita…

sfinita se ne sta.

 

 

13 Febbraio 2001

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

LA STELLA DELL'UNIVERSO

Quando l'uomo si trovò con Eva

E nello spazio si fermò felice

Tutto era lieto… pacato… soave...

Poi l'invidia, con l'ozio e la noia

all'Angelo recisero le ali…

precipitosamente si trovò meschino.

Uccise suo fratello, dominò le belve.

Da millenni un brulicare di zombie,

col "sapere" distrugge il creato.

Ma una splendida piuma dell'Angelo,

chiamata Poesia, volteggia nell'aria…

lieve, giuliva, leggera leggera…

segna il cammino…illumina il cuore.

Sorregge la mano…porta lontano.

  1. Le ali del tempo, Tema dei "Poeti dell'ariete,
  2. Galleria Pace, 26/1/2001, Milano.

 

25 Gennaio 2001.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

 

P E R C H È

Stordivan le speranze nel mio petto

e nel furor degli anni…stupefatto

m'inquietavo…sperando…con dolcezza

e mi chiedevo, in quelle notti azzurre,

perché le stelle, inquiete e scintillanti

con il candore dell'astuta luna

ed il dolcissimo sereno vento

non portavano, a me, nessun amore

ma un desiderio immenso

d'una alata carezza.

E disperato… in quelle notti azzurre

solo… pensoso…lieto del creato…

perché tristezza mi invadeva il corpo,

in un dolorosissimo travaglio,

ed eternamente chiedevo pace?

Or tra la gente, di me più felice

la solitudine m'opprime ancora

mi dilania con ogni turbamento

ed all'estremo sogno dell'amore.

Mi troverà la morte, triste e solo,

lenta verrà con un vestito bianco

ed un sorriso di suprema sposa…

poi coglierà il giglio dentro il mio cuore

donando il bacio dell'eternità.

 

 

26 Luglio 2001

 

 

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Calogero Di Giuseppe

LA NUVOLA DEL MISTERO

Poesia…nuvola bianca…

cirro di piume leggere,

sfumate da tenue azzurro,

che vaghi sul mar dei poeti

sospinta dall'aria lieve…

come faro dai luce

al mio tenero cuore.

Poesia…nuvola dolce…

Tu che spazi nell'immenso

fagli una carezza al Vate

che per Te, nobile amica,

…per noi scrisse L'Infinito:

fedele fu al tuo candore.

Poesia…nuvola bella

che navighi chiara e pura

sola…in zèfiri e tempeste

e che sfidi piogge e venti…

parla alla ridente luna,

mentre giri tra le stelle…

cantar più non sanno i vati.

Poesia…nuvola casta…

amore…gemma dorata

eterna compagna della luna

misterioso velo del creato…

che copri e riscopri sentimenti

che doni gioie lacrime e pianti

sei la sola sìntesi dell'Uomo…

l'anima dell'essere presente

del sentimento regina.

E…-…-…-…-…-

Tu che mi travagli

l'anima e la vita

dammi amore e pace.

E…-…-…-…-…-

scopri del tuo essere

l'eterno mistero…

placa l'ansia mia:

ch'io possa giulivo

sempre…e poi sempre

stare…essere…e avere.

10 Febbraio 2002

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

 

I R O D I T O R I

I poeti arano la terra

dissodano il corpo…e l'anima

ti svuotano dentro

e ti rivoltano la pelle

scuoiandoti …

come roditori

E tu vile coniglio

chi ti credi di essere?…

misero uomo!

Dentro le banche ti nascondi,

i risparmi rosicchi…e giochi in borsa:

ma rimarrai sempre meschino

sotto il ferreo piede del poeta.

Egli ti calpesterà, potentissimo

incalzandoti ovunque, con i versi.

6 Maggio 2002

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

IL PORCO E L'ANIMA

Ascesa…

I piedi camminano,

salgono le gambe

sino al ginocchio,

nella rotula fanno sosta.

Giungono al bivio le cosce

con tumultuosi pensieri

per delizia nell'oasi stanno.

Tu…

 

Uomo - Bestia - Donna

nel trastullo del riposo

per godere non fermarti.

Altri organi devi salire

sino alle vele dell'amore:

dolci colline soavi

che aldilà della gola

t'inducono a pensare…

e ti danno la luce

gli occhi dall'encefalo…

organo sublime.

8 Novembre 2002

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

PRISMA

Io…nel riflesso,

non ti conosco…

corpo mediocre…

nascondi l'anima…

la luce oscuri

che in me travaglia.

Con odio

conduco te…

peso immane!

 

11 Marzo 2003

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

P E R G E S U'

Ogni notte sulla

cordicella appese

son le mie vergogne.

Giorno dopo giorno

sbiancano le macchie,

prima le più chiare…

infine…quelle nere.

Mi da coraggio.

il Sole della Fede

Tutte le mattine

mi sveglio e guardo…

le mie colpe stese.

Oh Gesù…quanti chiodi

tutti i giorni per Te.

13 Ottobre 2003.

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

DELIRIO

Quel terribile

foglio bianco

in tempo mi fermò…

volevo zigzagare,

con l'umile penna,

il mio dolore

d'essere uomo.

Ma riflettendo

dopo l'estasi…

m'accorsi…

che avevo già scritto,

sul bianco foglio,

le pazzie d'un uomo

incompreso e solo.

20 Novembre 2003

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Calogero Di Giuseppe

 

A N G E L I

Me l'hanno detto

quei monelli,

figli di mia figlia…

 

nonno…

E da quell'attimo

librarsi li vidi

dietro la nebbia

del pianto,

angeli senz'ali,

volare nelle stanze.

 

Milano 2 Febbraio 2004

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

 

LA VOCE NEL DESERTO

Quando il vento

impetuoso soffierà

tra le mie ossa

il mio scheletro

darà voce

come arpa

al mio pensiero.

Molti penseranno

non è passato invano

in quest'arido deserto.

Il mio teschio

resterà…

nel sole eterno

offerto ad ogni pietà.

Milano 6 Giugno 2004

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

IL CANTO SOLITARIO

Ovunque le tue spoglie son, gran dio

del verso, luce danno ad ogni vate,

e del sapere…sommo è il tuo pensiero,

fulgida stella, tra le grandi e belle.

Morto nel cuore, senza più speranza,

conforto fu per Te la bianca luna…

più delle cose belle ch'hai cantato.

Nel fragile tuo corpo

ingegnoso pensiero

luminoso cammino.

Faro…nel confuso poetico mare,

babele laica diffusa e possente,

senza risorse, cuore…estro…mente.

Ovunque le tue ceneri son sparse

stai in me col tuo sepolcro.

Non c'è l'insegna né un grande portale

ma, nell'anima, un libro, un libro solo…

la sofferente vita…il verso tuo…

 

il canto solitario

il canto dei canti senza speranza…

nell'infinito spazio

anelito…Poesia…

eterna Primavera

ovunque e sempre, Luce.

22 Febbraio 2005

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

SO CHE NULLA SO

E' nulla, per te, un bicchier d'acqua!

Per me, che nel "deserto" vivo,

arso dal sole e dalla rena…

e campo come fiore nella neve

sperando il sole caldo mentre vive,

è del saper l'essenza…nel volere

che toglie arsura all'ignoranza mia

dando parole a quel ch'io segno e scrivo

motivo vano nel pensier fugace

che lima l'àncora nel cuor che giace.

Il dubbio così vola…

il certo se ne va…

nell'anima rimane

ancòra

struggente verità.

5 ottobre 2005

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Calogero Di Giuseppe

 

 

HOMO STUPIDUS

Quando scende la Morte

ha sempre ragione

è del suo impero la nostra vita

dà terra alla terra…

alle radici putrefazione:

vita di frutto o foglia

e…albero al moto perenne…

e solo l'anima vola a Dio

che giudica…accoglie…

mistero nel Mistero del tutto.

S'arrabatta l'homo sapiens…

e

nulla potrà mai capire.

 

29 Novembre 2005.

 

Si muore una sola volta, ma per tanto tempo.

Molière, (commediografo francese, 1622-1673)

Quando busserà la morte le aprirò subito: non si fanno

aspettare le signore…cavaleri sugnu.

CalogeroDi Giuseppe, (1938 - immortale)

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

ULTIMO VOLO

Hanno vinto le ombre

questa sera…

muore il sole…

nessuna luce in cielo

chiude il giorno.

E sta ferma la Terra…

Ormai salgo

per l’ultima meta.

 

16 Gennaio 2006

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Calogero Di Giuseppe

                       

 

I L P U N T O

(di Partenza e d’arrivo)

 

 

In ogni forma le ossa

sepolte insepolte

rappresentano i vivi

 

 

e questi si muovono

con passi da zombie

vagando...

verso la siepe.

 

 

Barriera sicura

per chi vuole sapere.

 

 

Dunque traballa

homo sapiens.

 

 

E' il tuo destino

il punto.

 

 

 

 

                       27 Febbraio 2006

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

…QUAND’ELLA BIANCA…

Prima arrivò Lei

del triste becchino

e fu gentile….

Gia le candele

con profumo di cera

ardevano tremanti,

ed io pomposo

morto sul letto

con ironico labbro

sembravo vivo.

Pregavan tutt’intorno;

un mormorio di voci

salivano nel cielo

monotone…lente

con cirri di fumo

odorosi di incenso

dai candelabri accanto

al violaceo letto.

Piangeva qualcuno…

Io non so perché:

bellissimo è il giorno…

quand’Ella, bianca e pura,

eternamente giusta,

ci porta via…per mano

ascendendo festosa

verso la Luce…piano.

 

4-5 Novembre 2006

 

 

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Calogero di Giuseppe

 

 

 

IL FARAGLIONE

Forte mi ergo…

eretto faraglione.

Orgoglioso gigante

solitario…

‘n mezzo ad acque

agitate o calme.

In me si specchia il sole…

dondola l’ombra

del mio dirupo.

E trema il cuore

piange gia la sfuggita Primavera.

Oggi l’incerta estate

sa di ieri e forse

domani… ancora e ancora

verranno nuove acque

ed io mi troverò

nell’oceano disperso…

dall’altra sponda

dimenticata onda

della mia estate.

1o Ottobre 2006

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Calogero Di Giuseppe

 

 

 

 

SARO’ ANGELO

Vedervi ìlari garrire,

usignoli nipoti,

toccare ogni cosa

chiedendovi cos’è

mi gioisce il cuore…

Oh indole curiosa

d’Uomini futuri

e precoci bimbi.

Io ero voi,

non ricordo come…

Quando non sarò

che una foto,

sul muro o sulla tomba,

ricorderete il nonno

credendomi gia morto.

 

Saro angelo…invece

Rinato… e tornato

accanto a voi…

volando…vigilando.

 

 

17 Febbraio 2006

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